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Comunicato stampa

NO ALLA CONCORRENZA SLEALE, SI’ A REGOLE UGUALI PER TUTTI

Nell’ambito dei nuovi processi di liberalizzazione del mercato qualsiasi soggetto economico può, come di fatto già avviene da tempo, produrre e commercializzare il pane ma, oltre al rispetto tassativo delle norme igienico-sanitarie, tutti gli operatori, proprio in ottemperanza al principio delle pari opportunità nell’ambito di un sistema di libero mercato, devono osservare anche le stesse norme in materia fiscale al fine di evitare non solo ingiuste e pericolose discriminazioni ma anche una penalizzazione sul piano economico. E’ quanto si legge in una nota di ASSIPAN-Confcommercio (Associazione Italiana Panificatori e Affini) in merito al recente decreto che, in pratica, consente agli agricoltori la vendita diretta di pane ottenuto dalla trasformazione del grano della propria azienda senza dover pagare ulteriori tasse.

Non si tratta – prosegue la nota – di un problema di concorrenza, che nei fatti non esiste, né tanto meno di difendere rendite di posizione ormai superate, ma di un’oggettiva sperequazione fiscale che, proprio nel rispetto dell’attività dei singoli soggetti economici, impone un intervento da parte delle Istituzioni competenti finalizzato ad una omogeneizzazione dei livelli di tassazione. Oltre a questo, va anche evidenziato come la figura professionale del panificatore – che ogni mattina offre ai consumatori prezzo e qualità - non può essere improvvisata da chi svolge nella quotidianità un altro lavoro, come quello sicuramente nobile dell’agricoltore.

Auspichiamo, pertanto, un incontro con i rappresentanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze al fine di poter affrontare e risolvere una questione che altera la concorrenza e non fa certo bene al mercato, soprattutto in una fase in cui i consumi delle famiglie sono ancora stagnanti.

 

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