“Abbiamo avuto modo di celebrare i 25 anni di storia di Assipan e di affrontare anche un percorso di autoanalisi e visione della nostra Federazione. Abbiamo imparato che nulla può essere dato per scontato: la nostra presenza a Firenze è la conferma di una volontà collettiva che cresce di anno in anno. La crescita di Assipan non è una semplice constatazione statistica: è un fatto culturale, politico, identitario”. Il commento del presidente nazionale di Assipan Confcommercio Antonio Tassone alla conclusione dell’Assemblea Nazionale dell’associazione tenutasi il 7 e 8 giugno a Firenze.
E’ la prima volta che la Assemblea si tiene in un sede diversa da Roma, Firenze, capitale del “pane sciapo” che ha accolto i panificatori con la sua bellezza e solidità. Questi due giorni sono stati un bilancio consapevole del passato, ma soprattutto uno sguardo attento al presente e proiettato verso il futuro. La crescita di Assipan, infatti, non si misura solo nei numeri, ma nel suo valore più profondo.
I lavori dell’assemblea nazionale si sono aperti sabato 7 giugno con il laboratorio partecipativo “Il nostro futuro insieme”, guidato da Lorenzo Sciadini, design strategist e docente. Un momento dedicato alla formazione, all’innovazione e alla coesione del tessuto imprenditoriale, con un focus sulle competenze e sulle sfide future: sostenibilità, digitalizzazione e valorizzazione del prodotto artigianale.
La giornata di domenica ha ospitato l’assemblea ordinaria e straordinaria, durante la quale sono state approvate significative modifiche statutarie, con l’obiettivo di rendere la Federazione più inclusiva, moderna e pronta a rappresentare le esigenze delle nuove generazioni di artigiani.
A impreziosire i lavori, l’intervento del direttore generale di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, che ha evidenziato il ruolo strategico del settore alimentare nell’economia regionale e nazionale.
Nel corso dell’assemblea è stata presentata l’indagine condotta da Assipan Confcommercio in collaborazione con Format Research tra le imprese della panificazione italiane.
Il 70% delle imprese intervistate ha dichiarato di aver mantenuto una condizione di stabilità economica. Il 68% ha riportato ricavi invariati, mentre l’11% ha osservato una crescita rispetto al biennio precedente. Le aspettative per il futuro si fanno più ottimistiche, come dimostra l’innalzamento dell’indice di fiducia. L’86% delle imprese giudica il proprio organico adeguato, ma emerge chiaramente la difficoltà di reperire personale qualificato: il 68% delle aziende è alla ricerca di panificatori esperti.
Tra gli aspetti critici più segnalati, vi sono i costi di gestione elevati (62%), la pesantezza degli orari e dei carichi di lavoro (50%) e una scarsa attrattività della professione per le nuove generazioni (50%).
L’anniversario dei 25 anni è dunque il simbolo di una storia collettiva, costruita giorno dopo giorno da panificatori, imprenditori e professionisti che credono nel valore del proprio lavoro. Una promessa per il domani: continuare a crescere come comunità, affrontare il cambiamento senza rinunciare alla propria identità, rafforzare la cultura del pane come patrimonio nazionale.



