Cerca
Close this search box.

Firenze: discorso del Presidente Nazionale Assipan Antonio Tassone, durante la manifestazione dei panificatori a Piazza dei Ciompi

Ringraziamento al Presidente Aldo Cursano, Presidente Provinciale Confcommercio e padrone di casa, consentitemi anche di ringraziare il Direttore Franco Marinoni che sin dalla mia decisione di candidarmi alla Presidenza Nazionale di Assipan ha sposato il mio progetto e la mia causa.

Infine un caro saluto e doveroso grazie a colui che per anni ha calcato la scena da protagonista della vita di Assipan Nazionale, l’amico Nicola Giuntini, per me un punto di riferimento e un porto sicuro per la mia presidenza che ancora oggi conta sulla sua persona e sulla sua esperienza sindacale.

Caro Nicola ciò che oggi ci vede qui riuniti è quella che ho più volte definito la tempesta perfetta. Mai, infatti, per la nostra categoria si era verificato un concatenarsi di eventi nefasti che stanno segnando le storie di molti panificatori italiani.

Tuttavia è bene anche ricordare che l’attacco al nostro comparto ha origini lunghe che culminano sì nel caro bollette ma che si protrae da ben 13 mesi. Ricorderete tutti infatti bene l’estate 2021 caratterizzata da una violenta impennata del costo delle farine, con numeri da capogiro, in alcuni casi a doppia cifra %, che costrinse quasi tutti i panificatori ad aggiornare i propri listini senza assenza di violente critiche di talune organizzazioni di consumatori che ancora oggi confrontano ingiustamente e anche furbescamente il prezzo del pane con quello del grano, dimenticando che i panificatori sono solo l’ultimo dei tasselli di una lunga filiera e mi viene qualche volta da sorridere pensando che il garante della concorrenza e del mercato abbia trovato il tempo di preoccuparsi di fantomatici cartelli fra i panificatori senza però mai domandarsi cosa succede al prezzo delle farine che di fatto è molto allineato tra i vari produttori. Ma questo è un altro discorso che sicuramente Assipan avrà modo di approfondire nelle sedi opportune.

Il calvario poi, perché è giusto parlare di calvario, si è protratto anche sul finire del 2021 con un escalation di tutti i nostri fattori produttivi.

Ve ne cito alcuni: +150% imballaggi, + 300% acciaio, +40% carburante, +30% latticini e caseari.

Il 2022, che ormai si avvia a conclusione, possiamo definirlo davvero un annus horribilis. Iniziato con la crisi del grano agli albori del conflitto russo-ucraino (ricorderete tutti l’aumento del 33% del costo della farina già il giorno dopo l’inizio del conflitto) e proseguito fino ai giorni nostri con l’emergenza caro bollette con numeri da capogiro che hanno sfiorato talvolta il 500% di aumento.

In tutto questo periodo Assipan non è stata certamente a guardare. Già sul finire di luglio il Consiglio Nazionale aveva ravvisato i tratti di uno scenario preoccupante che di fatto si è realizzato in agosto, allorquando tutti siamo stati colpiti da bollette pazze, irreali e insostenibili. 

Sin da subito abbiamo immediatamente convocato un’assemblea nazionale per conoscere la realtà dell’intero Paese ed il quadro emerso è stato immediatamente chiaro: il sistema non reggeva più. Avevamo un’autonomia di circa 60 giorni e sapevamo che l’autunno sarebbe stato molto caldo e da più parti soffiava il vento della protesta.

Ciò nonostante Assipan si è imposta una condotta istituzionalmente responsabile anche e soprattutto per il contingente momento elettorale e si è deciso di non dare spazio ad azioni di pancia, manifestazioni eclatanti o scioperi produttivi ma di intraprendere un’intensa attività di comunicazione su scala nazionale. Ed infatti il 12 settembre contemporaneamente, in tutta Italia ogni dirigente si è fatto promotore di un comunicato stampa la cui portata si è dimostrata dirompente. Abbiamo infatti dichiarato per primi con forza e consapevolezza che vi era il concreto rischio che il pane artigianale potesse scomparire dalle tavole degli italiani. Abbiamo stimato che ben 1350 imprese fossero a rischio chiusura e ben 5400 dipendenti a rischio perdita posto di lavoro. Tutti i dirigenti si sono adoperati affinché i media nazionali e locali si allarmassero per lo scenario. E consentitemi di ringraziare due di loro che si sono particolarmente distinti: gli amici e consiglieri nazionali Arianna Piazzetti Presidente Assipan Firenze e Alessandro Cioni Presidente Assipan Prato-Pistoia. Grazie ragazzi!

Siamo stati così incisivi che vari leader politici ci hanno contattato e alcuni capi di partito, tra l’altro oggi al governo, hanno condiviso e fatto proprie le nostre dichiarazioni. 

Ma alla politica vogliamo parlare con schiettezza e con la concretezza che caratterizza il nostro mestiere:
IL TEMPO E’ SCADUTO!
I 60 GIORNI SONO TRASCORSI!
NON ABBIAMO UN MINUTO DA PERDERE!
LA STAGIONE DELLA DICHIARAZIONE DI INTENTO SI È CONCLUSA.

Abbiamo diligentemente e responsabilmente atteso MA ORA È GIUNTO IL MOMENTO DELLE RISPOSTE.
I panificatori italiani sono allo stremo, abbiamo davanti noi solo 3 alternative:

  1. aumentare i prezzi
  2. ridurre i costi di produzione
  3. chiudere o sospendere a tempo indeterminato la produzione
 

In realtà tutte e 3 le vie sono impercorribili.

  1. L’aumento dei prezzi in varie aree del Paese avrebbe un impatto che in consumatori non potrebbero sostenere vito che anch’essi sono vessati da una inflazione galoppante.
  2. Non esiste un margine operativo sui costi per recuperare l’impatto del Caro bollette che, dati Unioncamere alla mano, è passato da una media del 5% al 20% nella maggioranza dei casi. Dovremmo forse tagliare sul personale ma NOI NON SIAMO INDUSTRIALI, siamo artigiani, piccoli imprenditorie e i nostri collaboratori non solo sono indispensabili per produrre ma sono molte volte una allargamento naturale della nostra famiglia, persone, uomini e donne con cui trascorriamo forse più tempo che con i nostri familiari.
  3. Chiudere poi NON è una opzione. E’ INGIUSTO, INACCETTBILE per un paese civile e sviluppato come il nostro, Europeista e basato sul libero mercato che il destino di migliaia di imprese venga segnato le dinamiche che prescindono dal merito o dal demerito
    dell’imprenditore.
 
ALLA POLITICA, ALLE ISTITUZIONI, AL GOVERNO, chiediamo con forza, con immediatezza azioni concrete ed efficaci idonee per termini di portata a compensare l’enorme crisi di liquidità che il caro bollette sta generando alle nostre aziende. E NON CI VENGANO A CHIEDERE DI FARE ALTRO DEBITO, noi i debiti vogliamo farli per comprare un nuovo forno, una nuova impastatrice o per aprire un nuovo punto vendita NON PER PAGARE LE UTENZE.
 

Serve coraggio e tempestività, serve una azione mirata a salvare migliaia di imprese e lavoratori !

E sia ben chiaro! La nostra categoria, I PANIFICATORI ITALIANI hanno già lasciato il passo durante la Pandemia quando solo in apparenza erano avvantaggiati dall’essere una attività non sospesa.

Oggi MERITIAMO , PRETENDIAMO ATTENZIONE e RIGUARDO! Anche perché, caro Aldo, Caro Franco, se oggi qui con noi su questo palco in questa piazza intitolata a coraggiosi Uomini che lottarono per il loro diritto alla rappresentanza, vi fossero i rappresentanti delle Istituzioni, non vedrebbero certo freddi imprenditori votati al solo profitto, ma vedrebbero

– UOMINI e DONNE abituati al sacrificio e alla sofferenza
– Vedrebbero la storia dei vs e dei miei Nonni e dei Ns genitori
– Vedrebbero la storia di decine di Madri e Padri che con orgoglio, amore e resilienza portano avanti valori quali tradizione, cultura e amore per uno dei mestieri più difficili che esiste.

Sono sicuro che la Premier ed i Ministri vedrebbero imprenditori che lottano per il futuro dei propri i figli e per quello dei loro collaboratori.

Ed è pensando a loro che nei prossimi giorni richiederemo insieme ai colleghi delle altre sigle datoriali della panificazione un incontro al ministro Urso per presentare un DOCUMENTO UNICO contenente pochi punti chiari, diretti e sostenibili per la TUTELA DELL’ARTE BIANCA.

Perché se è vero come è vero che da secoli siamo anche un po’ romanticamente come un’arte è giunto il momento che ci venga destinata la stessa tutela che si riserva al patrimonio culturale italiano.

PERCHE’ E’ QUESTO CHE SIAMO, UN PEZZO DELLA STORIA DEL NOSTRO PAESE e nessuno, dico NESSUNO DOVRA’ RESTARE INDIETRO!

VIVA I PANIFICATORI ITALIANI,
VIVA LE DONNE E GLI UOMINI DI ASSIPAN,
VIVA LA CONFCOMMERCIO!
GRAZIE A TUTTI

 

Leggi anche

La Repubblica

“I nostri risparmi stanno finendo” l’allarme dei fornai tra i rincari di bollette e farine.

La Nazione

La manifestazione di protesta di panificatori e pasticceri. “Caro governo, nei forni spenti non si