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Newsletter aprile 2022

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A causa dell’impatto della guerra in Ucraina, il Fondo Monetario internazionale ha rivisto al ribasso le stime per la crescita mondiale. Dopo una forte ripresa nel 2021, gli indicatori di medio termine indicano un rallentamento. Si prevede che la crescita globale diminuisca dal 6,1% al 3,6% nel 2022 e 2023. Per quanto riguarda l’impatto della guerra sui due paesi belligeranti, il FMI scrive che è impossibile ad oggi quantificare con precisione quali saranno le ricadute, ma ci si aspetta che l’economia ucraina si contragga del 35% nel 2022, mentre la Russia risentirà soprattutto delle sanzioni e della fuga di alcune aziende importanti.
Inoltre la perdita di fiducia da parte degli investitori porteranno in Russia a un calo significativo degli investimenti privati e dei consumi.
Riguardo i paesi più industrializzati anche in questo caso il FMI ha tagliato le stime di crescita precedenti lo scoppio della guerra che ora dovrebbero essere in media del 3,3% nel 2022 e al 2,4% nel 2023. All’interno dei paesi industrializzati l’Italia nel 2022 doveva crescere del 3,8% ma probabilmente si fermerà al 2,3%, mentre nel 2023 la crescita stinata sarà solo dell’1,7%.
L’impatto della guerra in Ucraina sulla economia europea nei mesi a venire, a causa dell’aumento dei costi energetici e di conseguenza delle materie prime, impatterà maggiormente sui paesi industrializzati più dipendenti dagli approvvigionamenti dall’estero.

Confcommercio ha condiviso con altre associazioni un “Accordo di solidarietà per il popolo ucraino”. E’ stato così attivato un “Fondo di solidarietà per il popolo ucraino” in cui sarà possibile far confluire contributi volontari delle lavoratrici, dei lavoratori e delle imprese.
L’IBAN del conto corrente bancario attivato presso il Monte dei Paschi di Siena e intestato a “CGIL CISL UIL Fondo di solidarietà per il popolo ucraino” è il seguente :
IT 90 N 01030 03201 000003300022.
La raccolta dei contributi volontari avrà termine il 31 ottobre 2022.

Il 20 aprile si è svolta la manifestazione di Confcommercio “Legalità ci piace” nel corso della quale è stata presentata una importante ricerca sui fenomeni criminosi nel nostro Paese.
Purtroppo la crisi dovuta alla pandemia e quella dell’aumento dei costi generati dalla guerra in Ucraina sono un vero e proprio detonatore per la diffusione di questi fenomeni in particolare dell’usura.
Quest’ultima trova un terreno fertile all’interno di un sistema d’imprese reso più fragile dalla riduzione del proprio volume d’affari, dalla mancanza di liquidità e dalla difficoltà di accesso al credito.
L’usura è un fenomeno percepito in aumento da oltre il 27% degli imprenditori, in una situazione dove i consumi sono ancora sotto del 10% rispetto al periodo precedente il Covid.
Anche l’aumento dei costi dell’energia per le attività commerciali è un ulteriore fattore di rischio.
Di fatto le attività criminose si nutrono della crisi e pertanto in questo contesto occorrono delle moratorie
fiscali e creditizie.

Dal 24 al 27 aprile presso la fiera di Roma si è tenuto il Roma Food Excel l’unica fiera romana dedicata all’agroalimentare che ha anche ottenuto il riconoscimento di fiera internazionale.
La fiera ha ospitato numerose aziende di natura industriale e artigianale insieme a un ricco palinsesto di eventi tra i quali il campionato del mondo di pizza, conferenze, seminari e show cooking.
Tanti sono stati i contatti tra le aziende e tra queste e i clienti nazionali e internazionali.
Infine, la location della Fiera di Roma, un polo fieristico polifunzionale di oltre 390 mila metri quadrati,
situato in posizione strategica e servito da una rete di collegamenti ha fatto finalmente rivivere una
manifestazione molto simile a quelle che si tenevano prima dell’avvento dell’era Covid.

Il 26 aprile il Direttivo Assipan Confcommercio ha incontrato i vertici dell’Associazione Nazionale dei Panificatori Albanesi.
Nel corso della riunione sono state svolte delle riflessioni congiunte sulle caratteristiche dei comparti della panificazione italiana e albanese e dibattuti vari temi d’interesse per gli imprenditori della panificazione.
Durante i colloqui sono state poste le basi per una collaborazione tra le due associazioni attraverso la prossima sigla di un protocollo d’intesa.

Riteniamo utile soffermarci un attimo in modo sintetico sui concetti di sviluppo sostenibile ed economia circolare dei quali tanto oggi si parla.
Per sviluppo sostenibile si intende: “Soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli della generazione futura”.
Mentre per economia circolare si intende: “Organizzare i sistemi produttivi in maniera tale che tutto ciò che esce possa rientrare nel processo stesso, o eventualmente, qualora ciò non fosse possibile, che lo scarto rientri in un altro processo di produzione al fine di arrivare all’obiettivo di non avere nessuno spreco”.
Come si vede, questi due concetti sono decisamente interconnessi tra loro.

La siccità minaccia 1/3 della produzione agricola nazionale, preoccupa soprattutto la siccità nel bacino del Po’, con ripercussioni su tutta la pianura padana, e quella che ha fatto ridurre il livello dell’acqua degli invasi dei laghi del nord.
Le coltivazioni seminate in autunno come l’orzo e il frumento rischiano, a causa della siccità, di vedere compromessa la loro fase di accrescimento.
A preoccupare è anche lo sviluppo dei prati destinati all’alimentazione animale perché se continuerà a non piovere o a piovere poco, gli agricoltori saranno costretti a intervenire con le irrigazioni di soccorso.
Purtroppo quest’anno la siccità si sta confermando la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana con gravi danni economici.
Nel futuro occorrerà investire in progetti finalizzati al risparmio dell’acqua con l’obiettivo di aumentare le capacità d’irrigazione, un intervento strutturale reso purtroppo necessario dall’alternarsi di periodi di siccità e periodi molto piovosi, un progetto che prevede la realizzazione di piccoli invasi a basso impatto paesaggistico diffusi sul territorio che conservino l’acqua per distribuirla successivamente in modo razionale.

La Piadina Romagnola IGP nata in antichità come sostituto del pane, si è affermata nel tempo come una delle eccellenze gastronomiche più importanti e diffuse in Italia fino a diventare il simbolo della Romagna.
Farina di grano tenero, acqua, sale, strutto o olio evo, questi i semplici ingredienti che insieme alle tecniche di preparazione trasmesse nelle famiglie romagnole hanno fatto la storia di questo prodotto.
La Piadina Romagnola IGP è un piatto povero che ha però la capacità di esaltare gli ingredienti che accoglie al suo interno riuscendo così a creare sempre nuove e particolari combinazioni.
Si va dalla classica Piadina farcita con prosciutto crudo, squacquerone e rucola, fino alle attuali farciture dalle caratteristiche gourmet.
Nel 2013 alcune aziende, in sinergia con le istituzioni, hanno creato il Consorzio di Promozione e Tutela della Piadina Romagnola e il 24 ottobre 2014 la Piadina Romagnola ha ottenuto l’Indicazione Geografica Protetta (IGP) da parte dell’Unione Europea.
Insomma, la Piadina Romagnola IGP è una icona del gusto, della gastronomia e della convivialità italiana.

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