In un contesto economico sempre più complesso, il tema del sovraindebitamento colpisce anche il mondo della panificazione artigianale. Roberto Capello, Presidente dell’Unione Regionale Panificatori della Lombardia, ha rilasciato un’intervista ad Atenaide Arpone sul Panificatore italiano di giugno 2025 , in cui offre una lucida analisi e preziosi consigli per gli imprenditori del settore.
“Il rischio di impresa non è un fattore astratto, ma è il rischio che si è concretamente disposti a prendersi.”
Capello invita gli artigiani a non farsi guidare solo dalla passione, ma ad affrontare la realtà imprenditoriale con consapevolezza e pianificazione, partendo da un business plan solido e sostenibile. Investire risorse proprie è un passaggio cruciale:
“Oggi non è più possibile aprire un’impresa come si faceva trent’anni fa all’insegna dell’‘armiamoci e partiamo anche senza soldi’: il mercato non lo consente più.”
Tra le raccomandazioni, Capello sottolinea l’importanza di valutare attrezzature di seconda mano per contenere i costi iniziali, così come di prevedere un capitale proprio sufficiente a coprire almeno il 30% dell’investimento. Questo non solo migliora la reputazione dell’imprenditore, ma aumenta le possibilità di ottenere credito:
“Se si ipotizza di spendere 80.000€, occorrerebbe mettere almeno 25/30.000€ di soldi propri.”
Per chi avvia un’attività dopo anni da dipendente, esistono strumenti spesso ignorati come la liquidazione o l’anticipo della NASpI da parte dell’INPS, che possono fungere da capitale di avviamento.
Nel caso di difficoltà finanziarie, Capello suggerisce di non attendere troppo e di rivolgersi tempestivamente ai Consorzi Fidi, capaci di analizzare la situazione aziendale, proporre ristrutturazioni del debito o accedere a fondi antiusura. Strumenti come la Centrale Rischi Finanziari (CRIF) e l’assistenza degli enti bilaterali territoriali possono fare la differenza nel rimettere in carreggiata un’impresa.
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